Simone Tabellini
6 febbraio 2026#mindset#founder

Sentirsi a disagio è il percorso, non un bug

Un anno da founder mi ha insegnato che sentirsi fuori posto non vuol dire stare sbagliando. È da qui che è nato il Diario del Founder Normale.

2 min di letturapost originale su LinkedIn

O mio caro fondatore…

Mi sento a disagio come founder. E va bene così 😅

Ci sono arrivato lavorando su me stesso, giorno dopo giorno, e facendo tanta, tantissima retrospettiva sulle giornate dentro play2match. Sentirsi fuori posto, sentire che quello che fai non è mai giusto come l'avevi stimato, sentire di non essere mai abbastanza. All'inizio pensavo fosse un campanello d'allarme. Invece è normale, e va accettato.

Come salire di campionato

Mi ricorda tanto il basket, nelle senior, quando salivo di categoria. La sensazione era sempre la stessa: grande passione per quel campionato ed estremo disagio ogni settimana, perché le partite erano più difficili, gli allenamenti più tecnici e gli avversari più forti.

Quel disagio non voleva dire che non ero all'altezza. Voleva dire che stavo giocando un campionato più alto. Da founder è identico.

Il club dei founder normali

Per questo, dopo un anno di appunti sul percorso, ho iniziato a scrivere il Diario del Founder Normale. Non normale nel senso di facile, alla portata di tutti: quella roba lì non esiste, fare impresa non è per tutti. Normale perché tante sensazioni che provi lungo la strada (disagio, confusione, inadeguatezza, piccole vittorie) fanno parte della crescita dell'azienda e delle persone che ci lavorano.

Lo scrivo per dare una mano, per tenere a bada la mia sindrome dell'impostore e per sentirmi un po' meno solo insieme ad altri founder normali. Se inizio a gasarmi e pomparmi troppo, smetto di pubblicare. Promesso.

Nella seconda puntata ho raccontato cinque errori gravi fatti costruendo la community: li trovi, insieme agli altri, nella guida sugli errori da Head of Community.

Questo articolo nasce da un mio post su LinkedIn. Se ti è piaciuto, lì puoi commentarlo.

MEMENTO MORI – Tabba 🔥

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Domande frequenti

Di cosa parla «Sentirsi a disagio è il percorso, non un bug»?

Un anno da founder mi ha insegnato che sentirsi fuori posto non vuol dire stare sbagliando. È da qui che è nato il Diario del Founder Normale. È una voce del Diario del Fondatore di Simone Tabellini, 6 febbraio 2026.

Cosa si porta a casa Simone da queste giornate?

Il disagio non è un bug del percorso, è il percorso. Sentirsi fuori posto spesso vuol dire che stai giocando un campionato più alto. Mettere per iscritto la settimana tiene a bada la sindrome dell'impostore.