Simone Tabellini
29 gennaio 2025#abitudini#riflessione

La lettera che mi scrivo ogni anno

Ogni anno mi scrivo una lettera da aprire dodici mesi dopo. Come funziona la mia annual review, e perché i buoni propositi li pubblico a fine gennaio.

1 min di letturapost originale su LinkedIn

O mio caro fondatore…

Lo so, a fine gennaio i post «guarda quante cose ho imparato l'anno scorso» sono già passati di moda 🙄 Io però li faccio in ritardo, perché ci devo riflettere parecchio e perché la mia annual review è un po' complessa.

Come funziona

Tra le tante cose, ogni anno faccio queste quattro:

  • leggo e analizzo la lettera che mi sono scritto l'anno prima
  • passo ogni area della mia vita: cosa ha funzionato, cosa no, cosa posso migliorare, cosa devo abbandonare e i prossimi passi
  • scrivo gli obiettivi per ogni area
  • preparo la lettera per l'anno dopo

Perché la lettera

La lettera è la parte che preferisco: ti obbliga a fare i conti con chi eri dodici mesi prima, senza poterlo aggiustare a posteriori.

È la versione annuale di un esercizio che faccio ogni weekend: nel breve sembra tutto enorme, nel lungo quasi niente lo è davvero. Rileggersi dopo un anno serve proprio a ricordarselo.

Questo articolo nasce da un mio post su LinkedIn. Se ti è piaciuto, lì puoi commentarlo.

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Domande frequenti

Di cosa parla «La lettera che mi scrivo ogni anno»?

Ogni anno mi scrivo una lettera da aprire dodici mesi dopo. Come funziona la mia annual review, e perché i buoni propositi li pubblico a fine gennaio. È una voce del Diario del Fondatore di Simone Tabellini, 29 gennaio 2025.

Cosa si porta a casa Simone da queste giornate?

Una review annuale funziona se guarda ogni area della vita, non solo il lavoro. Decidere cosa abbandonare conta quanto decidere cosa iniziare. Una lettera al te del prossimo anno è il modo più onesto per misurarti.