La lettera che mi scrivo ogni anno
Ogni anno mi scrivo una lettera da aprire dodici mesi dopo. Come funziona la mia annual review, e perché i buoni propositi li pubblico a fine gennaio.
Simone Tabellini1 min di letturapost originale su LinkedIn
O mio caro fondatore…
Lo so, a fine gennaio i post «guarda quante cose ho imparato l'anno scorso» sono già passati di moda 🙄 Io però li faccio in ritardo, perché ci devo riflettere parecchio e perché la mia annual review è un po' complessa.
Come funziona
Tra le tante cose, ogni anno faccio queste quattro:
- leggo e analizzo la lettera che mi sono scritto l'anno prima
- passo ogni area della mia vita: cosa ha funzionato, cosa no, cosa posso migliorare, cosa devo abbandonare e i prossimi passi
- scrivo gli obiettivi per ogni area
- preparo la lettera per l'anno dopo
Perché la lettera
La lettera è la parte che preferisco: ti obbliga a fare i conti con chi eri dodici mesi prima, senza poterlo aggiustare a posteriori.
È la versione annuale di un esercizio che faccio ogni weekend: nel breve sembra tutto enorme, nel lungo quasi niente lo è davvero. Rileggersi dopo un anno serve proprio a ricordarselo.
Questo articolo nasce da un mio post su LinkedIn. Se ti è piaciuto, lì puoi commentarlo.
MEMENTO MORI – Tabba 🔥