Simone Tabellini
6 marzo 2026#imprenditoria#persone

Fare l'imprenditore è una vocazione, non un vanto

Il primo compleanno, più di mille partite tra sconosciuti, una cena tra soci. E due cose che voglio dire a chi fa impresa.

2 min di letturapost originale su LinkedIn

O mio caro fondatore…

Più di mille partite tra gente che non si conosceva, in un solo anno. Beh, non male. Abbiamo festeggiato il primo compleanno di play2match con una cena tra soci: tigelle, tagliatelle, affettati e altra roba grassa, perché a Bolo «az magna acsè».

Tra una forchettata e l'altra abbiamo parlato di futuro, del nostro rapporto, di come restare veri. Quello che ci siamo detti resta lì. Ma due riflessioni le voglio condividere.

Primo: non è un vanto

Fare l'imprenditore non è un vanto. Chi lo sbandiera come uno status è ridicolo. Fare l'imprenditore è un credo e una vocazione: lo scegli perché non riesci a fare altrimenti, non per metterlo in bio.

Secondo: sempre a persone venderai

Che tu faccia B2B, B2C, SaaS, AI o qualsiasi altra sigla, alla fine venderai sempre a persone e parlerai sempre con persone. Quindi ricordiamoci di essere umani, con il nostro modo di essere.

Per noi è anche il prodotto: far conoscere gente in modo sano e reale, con lo sport in mezzo. Se ti va di vedere com'è, vieni a giocare.

Questo articolo nasce da un mio post su LinkedIn. Se ti è piaciuto, lì puoi commentarlo.

MEMENTO MORI – Tabba 🔥

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Domande frequenti

Di cosa parla «Fare l'imprenditore è una vocazione, non un vanto»?

Il primo compleanno, più di mille partite tra sconosciuti, una cena tra soci. E due cose che voglio dire a chi fa impresa. È una voce del Diario del Fondatore di Simone Tabellini, 6 marzo 2026.

Cosa si porta a casa Simone da queste giornate?

Fare impresa è una vocazione. Se lo fai per dirlo, hai già sbagliato motivo. Qualunque cosa vendi, la vendi a una persona. Festeggiare i traguardi tra soci serve: è lì che si parla di come restare veri.