I numeri li fa la squadra, non la campagna
Le 3 di notte dopo il secondo evento di lancio a Roma, e noi ancora lì a parlare di futuro. Il punto sul trimestre più forte di sempre, e su chi l'ha fatto davvero.
Simone Tabellini2 min di letturapost originale su LinkedIn
O mio caro fondatore…
Le 3 di notte, il secondo evento di lancio di play2match a Roma appena chiuso, e noi ancora lì a parlare del futuro invece di andare a letto. (Sì, siamo un po' malati. Ma felici.)
Riguardando la foto di quella notte mi è venuto da fare il punto sul terzo trimestre, visto dal marketing. Le nuove iscrizioni sono passate da poco più di 3.100 a oltre 10.700: più del triplo, e qui ci sta un bel «soccia». Le persone alla prima partita da 546 a oltre 1.300. E chi arriva perché gliel'ha detto qualcuno è salito da circa l'8% a più del 20%: il passaparola sta facendo dei danni, in positivo però.
Non è stato tutto liscio
Bologna, la città dove è nato tutto, è quella dove abbiamo fatto più fatica. È cresciuta meno degli altri mercati, abbiamo cambiato approccio e ci stiamo ancora lavorando.
È un po' come salire di due categorie in una stagione: la classifica dice che stai andando forte, ma in campo ti accorgi che gli avversari corrono il doppio e devi allenarti in un altro modo.
La lezione
Quei numeri non li ha fatti una campagna pubblicitaria impostata bene. Li ha fatti un team che alle 2 di notte, dopo due giorni in campo, ha ancora voglia di parlare di come fare meglio. Le campagne si copiano in un pomeriggio. Una squadra così no.
Se vuoi vedere cosa c'è dall'altra parte di quei numeri, il modo più semplice è venire a giocare: le partite si prenotano su play2match.it.
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MEMENTO MORI – Tabba 🔥