Why not? Sedici motivi per buttarsi
Mi hanno chiesto perché fossi andato fino a Courmayeur per un Climathon. La risposta vera era «perché no». Poi ho provato a darne una migliore.
Simone Tabellini2 min di letturapost originale su LinkedIn
O mio caro fondatore…
Un paio di amici mi hanno chiesto perché il weekend prima fossi andato a Courmayeur per il Climathon della Fondazione Giacomo Brodolini. E la domanda mi ha lasciato perplesso, perché una risposta vera non ce l'avevo.
Il motivo è che quella domanda non me l'ero mai posta. Sono abituato a fare le cose, e se qualcuno mi chiede «perché lo fai?», rispondo «perché no» 🤷♂️ Questa volta però ho provato ad andare oltre.
I motivi veri
Dopo una lunga sessione di riflessione ne ho messi in fila sedici:
- esplorare territori e culture nuove
- stringere relazioni personali
- allargare il network professionale
- sfidare te stesso e le tue paure
- allargare le competenze, hard e soft
- adottare modi di pensare diversi
- abituarti all'ignoto
- creare valore e contaminazioni positive
- allargare la comfort zone
- crescere come professionista e come persona
- imparare l'importanza della condivisione
- migliorare il lavoro di squadra
- risolvere problemi con agilità
- scoprire passioni nuove
- allenare il pensiero creativo
- imparare a prendere decisioni difficili
Il consiglio
Quello che imparo buttandomi in progetti così ha un valore difficile da spiegare. Arricchiscono il curriculum, certo. Ma a guadagnarci sono soprattutto la testa e il cuore.
Questo articolo nasce da un mio post su LinkedIn. Se ti è piaciuto, lì puoi commentarlo.
MEMENTO MORI – Tabba 🔥