Perché faccio startup a Bologna (e non a Milano)
Ci sono posti che scegli e posti che, a un certo punto, scelgono te. Perché ho deciso di costruire play2match tra le due torri, e cosa ci trovi che altrove manca.
Simone Tabellini2 min di letturapost originale su LinkedIn
O mio caro fondatore…
Ci sono posti che scegli. E posti che, a un certo punto, scelgono te. Perché ci nasci dentro, ci cresci e un giorno ne capisci davvero il potenziale.
Io a Bologna ci sono nato, ed è qui che voglio costruire. Voglio fare startup qui, voglio costruire il futuro di play2match tra le nostre torri ❤️
Soccia, Bologna sembra Milano
Nel giugno 2024, nei giorni del WMF, scrivevo che Bologna per qualche giorno sembrava Milano: il punto di ritrovo di marketing, innovazione e digitale in Italia. Bologna non sarà mai Milano (e per fortuna, direi). Ma stava cambiando: da città della cultura, della creatività e del sociale stava diventando anche un posto dove si fa impresa.
Community come Learnn, Hi!Founders e Startup Geeks iniziavano a testare il terreno, e MUG, Fondazione Golinelli e l'Università di Bologna erano lì pronti a fare rete. I bolognesi? Resistenti, come sempre: «a tal deg», siamo bravissimi a lamentarci di qualsiasi novità. Ma io ho una caratteristica che mi salva: l'ottimismo.
Cosa trovi qui
Due anni dopo ho capito una cosa: a Bologna non trovi solo opportunità, trovi contesto. Persone super disponibili, connessioni che nascono in fretta, spazi dove puoi testare, sbagliare e ripartire. Un posto dove il lavoro non è solo lavoro, ma diventa costruzione condivisa.
È anche per questo che con Nicola Mei organizzo il Bologna Startup Network: il contesto non nasce da solo, qualcuno lo deve far vivere. E se stai valutando dove iniziare il tuo percorso, ascolta il podcast di Bologna for Talent: racconta chi ha scelto la città metropolitana di Bologna per costruire il proprio.
Questo articolo nasce da un mio post su LinkedIn. Se ti è piaciuto, lì puoi commentarlo.
MEMENTO MORI – Tabba 🔥